Il Borgo

Aprile 27, 2021

Guardia Perticara ha una storia antica: esisteva già prima dell’era cristiana. Il territorio fu abitato tra l’età del Bronzo e del Ferro (XVII – IX sec. a.c.) dagli Enotri: risalgono a quel periodo i primi ritrovamenti della necropoli situata in contrada San Vito. Questo popolo si era stabilito sull’alto

dei colli a dominio e controllo del territorio. Pastori e agricoltori, svilupparono - a partire dal VII sec. a.c. - rapporti con le colonie greche e con i mercanti stanziati sulle coste ioniche.

All’interno delle tombe sono stati ritrovati corredi funebri appartenenti a famiglie di alto rango, in quanto ricche di oggetti in oro, argento e bronzo. Di grande interesse è stata la scoperta di piccole case-tempietto, ritrovate a corredo tombale: impreziosite da disegni di volatili o serpenti, erano utilizzate per conservare svariati oggetti - per le donne gioielli e per gli uomini terreno - che avrebbero accompagnato il defunto nell’aldilà. Attualmente, nel territorio di Guardia Perticara e Corleto Perticara (in seguito a scavi archeologici, effettuati per la costruzione del centro olio Total), sono stati ritrovati resti di antiche fattorie risalenti al IV – III sec. a.C., insieme a meravigliosi crateri di pregevole fattura, finemente decorati, oltre a oggetti in bronzo.

Il Castrum Perticari si sviluppa in epoca medioevale: si trattava di un castello in posizione strategica, di origini longobarde, come risulta dallo specificativo riferito alle “pertiche”, cioè le porzioni di territorio che i longobardi, scesi nel meridione, distribuivano ai loro coloni nella seconda metà del VI secolo,

Se, fino a quel momento, le colline e le campagne di Guardia erano state considerate solo sotto il profilo agricolo e dello stanziamento di popolazione, furono gli asceti basiliani, nel X secolo, a scoprire la spiritualità di questi luoghi. Nella scomparsa cittadina di Turi (Torri), vissero da eremiti Luca di Armento e Vitale da Castronuovo, che istituirono cenobi e luoghi di preghiera.

Il nome completo del borgo, Guardia Perticara, compare la prima volta in un atto angioino del 1306 e fa da preludio ad una lunga serie di assegnazioni feudali, la più duratura è quella dei Carafa, di discendenza spagnola, protrattasi fino al 1638.

Il terremoto dell’Irpina del 1980 ha colpito duramente la Basilicata e anche Guardia Perticara. Qui il recupero edilizio è avvenuto in maniera esemplare con il rispetto del preesistente tessuto urbano. In questo luogo la pietra si erge, da semplice materiale di costruzione e pavimentazione, a materia pregiata di ornamento e decoro. In questo Guardia eccelle e basta porre attenzione ai dettagli dei portoni d’ingresso dei palazzi signorili. Il borgo di Guardia Perticara è infatti conosciuto come “il paese delle case di pietra” e l’intero borgo, in pietra “faccia – vista”, viene splendidamente arricchito dai colori dei fiori che i suoi abitanti tengono a mostrare in tutti i periodi dell’anno.

Oggi si fregia di due importanti riconoscimenti: “Bandiera Arancione del Touring Club Italiano” e “Borghi più belli d’Italia”, titoli di importanza nazionale cui si perviene solo dopo attente valutazioni di ordine paesaggistico – ambientale.

All’arrivo al Borgo domina il convento di Sant’Antonio, edificato tra la fine del XVI sec. e l’inizio del XVII sec., e patrocinato da Ascanio Cataldi, principe di Brindisi, dopo il ritrovamento del figlio disperso. Il nobiluomo è qui sepolto e un bassorilievo lo raffigura sul coperchio tombale. All’interno della chiesa vi sono delle belle sculture in legno, due leoni in pietra risalenti al XVI sec. e due dipinti: l’Annunciazione di Blasius Guarnacci del 1751 e l’Immacolata fra gli Angeli di Anonimo del 1857. Del convento si osserva il piccolo e riservato chiostro con il pozzo. Vicino la chiesa si osserva una croce in pietra datata 1792 che riporta lo stemma del paese, una torre su tre colli sormontata da una stella.

Passeggiando per Guardia si possano ammirare bellissimi palazzi e portali importanti. Il primo palazzo che troviamo dopo la chiesa di Sant’Antonio e salendo per via Garibaldi, è il Palazzo Guidone che presenta nella chiave di volta uno stemma con il disegno di una vipera dalla singolarissima testa di uccello e più in alto spicca un bel mascherone con una testa baffuta che digrigna i denti, e intorno la scritta “CUR VELOX SIGNI NON PRAECEPTA OPTIMA DISCE”.

Questo palazzo ha dato i natali ad un illustre uomo, medico e politico: Prospero Guidone. Insigne medico e docente di chirurgia della Regia Università di Napoli, si distinse nel campo della cardiologia. Autore di saggi scientifici contribuì ad innovare la tecnica chirurgica inventando la “pinza” che prese il suo nome, per interventi su organi parenchimali. Fu eletto deputato al Parlamento del Regno. A Guardia, grazie alle donazioni della stessa famiglia Guidone e di altri medici, si sta costituendo un importante museo della medicina; oggi già si possono già ammirare importanti cimeli presso la casa comunale.



Ritornando sulla strada principale, si apre la piazza del Borgo, “Piazza Vittorio Veneto” detta comunemente “Ponte”, al centro della quale, sul lastricato, è impressa la rosa dei venti; seguendo la direzione “SUD” si arriva davanti alla Porta d’Accesso dell’antico Borgo fortificato, “Castrum Perticari”: si tratta di un antico ponte levatoio, un tempo circondato da un fossato e, sul portale, vi è inciso lo stemma di Guardia “una torre su tre colline sormontata da una stella”.

Attraversando l’arco del ponte levatoio (sul quale si possono ancora scorgere i ganci in cui venivano inserite le catene per il sollevamento),

si arriva nella parte più antica del Borgo Fortificato: siamo all’interno di via Diaz, stretta e curvilinea, dove meravigliosi portali punteggiano il cammino, quasi a ribadire la vicenda storica di Guardia Perticara, come residenza di ceti sociali benestanti.

Alla fine di essa si giunge in Piazza Europa, dal perimetro irregolare, dove si erge il Palazzo Montano, oggi acquistato e restaurato dal Comune, futura sede del museo archeologico. È stato anche location del celebre film di Francesco Rosi “Cristo si è fermato ad Eboli”, con Gian Maria Volonté, Lea Massari, Irene Papas. Il lato corto della piazza è chiuso dalla Chiesa Madre dedicata a San Nicolò Magno, patrono di Guardia Perticara, insieme alla Madonna del Sauro.

Questa chiesa è stata ricostruita due volte in seguito alla sua distruzione dovuta ad eventi naturali. All’interno troviamo varie statue lignee di pregiata fattura come Sant’Antonio Abate del 1500, San Luigi Gonzaga e San Nicola del 1700.

Proseguendo oltre si giunge ai piedi della collina dove sorgeva il castello e qui troviamo un esemplare arco in pietra che fa accedere ad una corte interna, “Palazzo Sassone”, nella cui chiave di volta capeggia un mascherone e si legge la scritta “FF CONCORDIA F”, ritrovata anche presso l’archivio notarile in un antico testamento con la seguente traduzione “la concordia fece forti i fratelli”: il capostipite doveva lasciare, per legge, il palazzo al suo primogenito ma auspicava che, tra loro, regnasse sempre pace e concordia.

Salendo per via Marconi e costeggiando Palazzo Martelli si arriva al punto più elevato, posto in cui sorgeva il castello e la torre più alta dello stesso. Da qui ci si può immergere nella meravigliosa vista della natura che circonda Guardia Perticara: da un lato l'intero letto del fiume Sauro (un tempo navigabile e da cui erano risaliti i coloni Enotri), con un piccolo santuario - a cui i Guardiesi sono molto devoti - dove viene custodita, per la maggior parte dell’anno, la statua lignea della Madonna del Sauro. Di pregiata fattura, risalente al 1200, è una delle più antiche della Basilicata ed è il tesoro di arte sacra di Guardia Perticara. Oggetto di profonda venerazione da parte della popolazione, tra il 2005 e il 2006 ha subito un profondo restauro. L’edificio in cui è custodita è immerso nel verde, si trova sul greto del fiume e fu edificato nel XVI secolo, sul luogo dell’apparizione miracolosa, oggetto di mille leggende.

Dall’altra parte del belvedere si scorge il bosco comunale dell’“Amendola”, trionfo di querce e arbusti, un luogo rigenerante dove flora e fauna regnano ancora ricche e incontaminate e si può ascoltare soltanto il suono della Natura.

Per passeggiare nel bosco dell’Amendola, bisogna transitare innanzi ad un’antica galleria di tufo, dove sono state girate anche alcune scene del film “Basilicata Coast to Coast” del lucano Rocco Papaleo.

Guardia Perticara è un piccolo scrigno di Natura, Arte e Cultura che, distesa sul colle, osserva e attende i suoi visitatori con il sorriso e l’accoglienza dei suoi abitanti.

Avv. Maria Montani

Vicesindaco di Guardia Perticara

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