Francesco Libetta

Maggio 14, 2021

Francesco Libetta è, per il New York Times, «aristocratico poeta della tastiera con il profilo e il portamento di un principe rinascimentale (M. Gurewitsch); O. Bellamy dichiara (su Le Monde de la Musique): « Il est l'éritier des Moritz Rosenthal, des Busoni et des Godowsky »; F. M. Colombo scrisse (sul Corriere della Sera) di «uno spolvero di signorilità […] che credevamo perduto negli archivi dell'interpretazione pianistica». Per La Tribune de Genève (L. Sabbatini) è «figure-culte», per El nuevo País è «un caso histórico de habilidad» (R. Poleo). A. Ciccolini scrisse di Libetta: “il più dotato strumentista della sua generazione”. F. d’Avalos gli ha dedicato tutti i suoi pezzi per pianoforte solo. P. Isotta lo ha definito «profondo musicista e un pianista di cultura» per «una libertà e insieme autorità pianistica che lo fanno senza confronti al mondo» (Corriere della Sera) e «il più grande pianista vivente» (in Altri canti di Marte, Marsilio 2015). Ha realizzato integrali pianistiche di Beethoven (le trentacinque Sonate, registrate nel 2020), Händel e Chopin, Godowsky (i 53 Studî sugli Studî di Chopin), Paisiello. Liszt (Études d;éxecution transcendantes, Années de pèlérinage). Sue registrazioni hanno ricevuto il Diapason d'Or, Choc de Le Monde de la Musique, Raccomandé par Classique. Tra i registi dei suoi video pubblicati su dvd: B. Monsaingeon e F. Battiato.

Ha studiato Composizione con G. Marinuzzi a Roma e J. Castérède a Parigi. Ha scritto musica per il teatro e per il cinema, acusmatica, cameristica, orchestrale. «Libetta compositore è poeta doctus» (P. Isotta sul Corriere della Sera). L'opera L’Assedio di Otranto, messa in scena in Puglia e a Roma, è stata pubblicata in cd.

Avviato alla direzione d’orchestra da A. M. Giuri e G. Zampieri, ha diretto repertorio sinfonico, operistico (Don Giovanni) e da balletto (Lo Schiaccianoci, La Bella addormentata, Carmen).

Ha pubblicato saggi su storia ed estetica musicale; ricostruzioni di Madrigali; scritti sulla vita operistica nel meridione d’Italia nel Settecento e nell’Ottocento. Del suo libro Musicista in pochi decenni, pubblicato da Zecchini, M. Chiodetti ha scritto (sul mensile MUSICA): «uomo di cultura enciclopedica, che dispensa senza sforzo alcuno, ma anzi con sommo divertimento suo e di chi legge. Un perfetto gentiluomo del sud, con ottime letture alle spalle e inesausta curiosità».

Ha collaborato con direttori d'orchestra (A. Pappano, M. Andreae, M. Albrecht, G. Varga, C. Mandeal), violinisti (I. Haendel, A. Pritchin, M. Quarta, G. Angeleri); danzatori, coreografi e compagnie di balletto (da C. Fracci a G. Galimberti, dal Balletto del Sud a S. Ballone e C. Fagetti); cantanti (A. C. Antonacci, E. Palacio, M. Devia), e numerosi colleghi pianisti.

In giuria in concorsi internazionali (Busoni di Bolzano, Livorno, Premio Venezia, Horowitz di Kiev, Porrino di Cagliari, BNDES di Rio de Janeiro, Roma, etc). Docente per la Miami Piano Festival Academy (NSU di Fort Lauderdale, Florida), per la AIMA di Roma, per la Musical Arts di Madrid. Dirige i corsi di perfezionamento di pianoforte organizzati dalla Fondazione “P. Grassi” di Martina Franca.

Ha fondato e organizzato il Festival di Miami a Lecce, e i Concerti commemorativi di A. Benedetti Michelangeli in Val di Rabbi. Ha fondato l’Associazione Nireo, attiva anche come casa discografica, con cui ha realizzato nuove produzioni e progetti culturali storici (tra cui la raccolta di 31 dischi con tutte le registrazioni di T. Schipa).

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